Geografie minime

“Geografie minime” di Maria Pia Romano, Il Grillo Editore, è una raccolta di poesie e piccole prose, dedicata ai luoghi dell’anima.

 

C’è il Salento con Gallipoli, Otranto, Santa Maria al Bagno e Santa Caterina, c’è l’Alta Murgia con il Castello di Federico e Ruvo di Puglia, c’è il Sannio.

 

Ci sono luoghi che sono poesia e ci sono poesie che diventano luoghi, per chi sa sentire. Per chi non sa mentire.

 

 

Maria Pia Romano è nata a Benevento nel 1976, è iscritta all’Albo dei giornalisti dal 2000. Collabora con testate regionali e nazionali e si occupa di comunicazione pubblica e comunicazione scientifica, uffici stampa e organizzazione di eventi. Laurea Magistrale con lode in Materials Engineering and Nanotechnology, Maria Pia collabora da molti anni con il Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento, e il Dhitech, Distretto Tecnologico Pugliese, supportando la dissemination e la valorizzazione di vari Progetti Europei.

 

Ha all’attivo quattro raccolte di poesie, Linfa (LiberArs, 1998), L’estraneo (Manni, 2005), Il funambolo sull’erba blu, (Besa 2008) e La settima stella (Besa 2008) e i romanzi Onde di Follia (Besa 2006), L’anello inutile (Besa 2011-2012- 215), che ha ottenuto le Tre penne di Billy il Vizio di leggere, Rai 1, e finalista Premio Nabokov, La cura dell’attesa (Lupo 2013), vincitore dei Premi Nazionali: Libriamola 2013, Contropremio letterario Carver, Il Tombolo Città di Cantù, Città di Mesagne e finalista al Premio Nazionale Essere Donna Oggi 2016 di Lucca, e “Dimmi a che serve restare” (Il Grillo editore 2015) Menzione d’Onore al Premio Nazionale Bari Città Aperta. Ha ricevuto riconoscimenti in campo nazionale e internazionale per i suoi lavori poetici a partire dai primi anni ’90.

 

Le sue poesie sono inserite nel Museo della Poesia di Perla Cacciaguerra a Cesa. È stata tradotta da Amina Di Munno e Cassio Junqueira per il Festival della Letteratura italiana in Brasile del 2011.

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