Juan, il mare, il cricket e il sogno di Sebastian

Francesco Biacchi presenta “Juan, il mare, il cricket e il sogno di Sebastian”

 

E' un libro per tutti, volto ad una sensibilizzazione ecologica, partendo dal “riciclo” di potenzialità inaspettate, talvolta dimenticate. Valorizzando “risorse” ignorate come tali. 

Il mare, metafora di vita, rischia di essere inquinato da una modernità eccessiva, dai cambiamenti socio-economici, dall'indifferenza generalizzata, che spezzano gli equilibri “in” e “attorno” ad esso.

L'umanità stessa è esposta ad un processo di “desertificazione” sia individuale che collettiva, se priva di una “scientifica” consapevolezza.

Riusciranno la saggezza del vecchio Juan, il cricket praticato da alcuni immigrati, la letteratura “scoperta” dal giovane Sebastian e un'avventura nell'oceano contro i narcotrafficanti, ad indicare rotte “ecologicamente” sostenibili? 

 

Francesco Biacchi, classe 1962 è laureato in pedagogia. Ha pubblicato con  Albatros Il Filo S.r.l., “Mario” e “Il folletto dispettoso” conseguendo nel 2014 una “Segnalazione di merito” al Concorso Letterario Internazionale “C'era una volta” dell'Associazione Amici dell'Umbria-Agostino Pensa”, nel 2015 un “Diploma d'onore per la Favolistica” al Premio Letterario Internazionale “Il Molinello”.

 

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Commenti: 1
  • #1

    Pasquale Cavalera (domenica, 01 ottobre 2017 14:32)

    Ascoltate per qualche minuto al giorno il rumore delle onde, udirete la voce e le parole di chi vorrete. L’ho trovato un romanzo generoso e astutamente determinato. Mario mi ha fatto rivivere ideali che ormai credevo persi per sempre. Sebastian mi ha rigenerato con la sua sete di conoscenza e la straordinaria intuizione che dove non arriva la forza, diventa vitale dar ascolto all’intelligenza. Aj, la giovane nipote del proprietario della taverna, ha impattato la mia curiosità, l’ho riscoperta una donna vera, di quelle che senza mai avere il bisogno di apparire, influenza la mente degli uomini con la sua semplice essenza, come un subliminale che infuoca una lampada ad olio illuminando la via a chi crede che non ci sia più nulla da fare. Abdul, ogni essere umano ha la sua identità, su questo non concedo margini per una discussione. Juan, da quando ho avuto il piacere e l’onore di conoscerlo non mi accontento più di guardare il mare, ma lo osservo, provando a confrontarmi con lui, nutrendomi dei suoi silenziosi saggi consigli. Perché Juan diceva sempre “Il mare dovrebbe unire chi lo naviga, chi ci pesca e chi bagna, così come chi lo scruta”. Infine Francesco Biacchi, è lui l’autore di “Juan, il mare, il cricket e il sogno di Sebastian”, pubblicato dalla casa editrice Elison Publishing. Ha contrapposto con prepotenza validi artigiani a potenti multinazionali, umili radici all’inevitabile progresso, origini storiche ad un turismo visto come unica fonte di sostentamento. Ed ancora lo sport, attraverso il quale frantumare le barriere erette dall’ignoranza, economie ad impatto zero come netta opposizione ad inquinamento, profitto, sfruttamento delle risorse. Non c’è nulla da fare, lo si voglia ammettere oppure no, deve esserci il sapere, espresso in ogni sua forma, alla base di tutto ciò che proietta in avanti questo straordinario pianeta. Bene, io l’ho letto, e voi? Non ve lo perdete, merita.