Memorie di un cyborg

Un libro di Alex Zaum, edito da Eden Editori.

 

Sean Parker è un cyborg che sta perdendo la memoria e, con essa, la propria identità. Mentre ha tra le mani l’ultimo DVD di Matrix, miracolosamente scampato alla guerra, viene contattato dalla Stilla. Cosa vorrà da lui la più grande corporazione mondiale?

 

Protagonisti e ambientazione.

Sean Parker è nato alla fine del XX secolo ma vive nel 2048, in un mondo in cui le corporazioni controllano la sicurezza, l’economia e, soprattutto, le ultime riserve di acqua potabile. Viene ingaggiato dalla Stilla Corporation, insieme al suo socio ed amico Christopher Tuttle, per ritrovare il misterioso Progetto 2037, rubato in maniera inspiegabile dai laboratori segreti della Stilla di Johannesburg. L’indagine porterà i due detective indipendenti a viaggiare attraverso un mondo distopico e ad incontrare terroristi, emissari corporativi e i sopravviventi, ovvero i reietti che non possono permettersi l’acqua potabile.

 

Estratti.

In quell’autunno terribile divenni cosciente che non stavo perdendo solo la mia memoria: stavo perdendo la mia stessa identità. Fui letteralmente terrorizzato dalla consapevolezza che, prima o poi, tutti i miei ricordi sarebbero svaniti, come il viso di Lynda.

 

Avevo trasformato la sede della Tuttle&Parker in una specie di museo. Nella libreria, sopra e sotto il ripiano con i DVD, erano disposti ordinatamente un Macintosh degli anni ‘70, alcuni gadget di Lost, la collezione quasi completa dei romanzi di Stephen King, un posacenere della Coca Cola, due tazze del decimo anniversario della Starbucks, alcuni raccoglitori colorati pieni di cartoline.

 

Viaggiavamo a trecento-venti chilometri l’ora ma in quel deserto sconfinato la velocità pareva annullarsi. Poi un puntino bianco all'orizzonte si trasformò in una sottile linea bianca. Un display luminoso annunciò che ci saremmo presto trovati tra i grattaceli di Johannesburg.

 

In televisione, per tutto l’autunno, le autorità avevano cercato di tranquillizzare la popolazione: gli scienziati di tutto il mondo stavano per trovare una soluzione a quell’acqua velenosa. A dicembre, però, anche gli alberi avvizzirono ed i semi smisero di germogliare.

 

Passammo davanti a una fila di case grigie e sprangate che costeggiavano il fiume Moscova. A un ciglio della strada uno sparuto gruppo si lamentava e chiedeva un po’ di acqua. Presto sarebbero diventati sopravviventi e scacciati nell'oscurità della metropolitana.

 

Alzò il pugno al cielo, pronto a colpire nuovamente il sopravvivente sotto di lui. “Stiamo solo ripulendo la strada da questa feccia. Siamo cittadini modello.”

“Io no.” Feci uno scatto in avanti e lo colpii col palmo della mano.

"Ho più di cento anni, posso avere qualsiasi cosa il denaro possa comprare. Eppure non desidero più niente. E questo mi fa molta paura. E tu, Chris? Di cosa hai paura?”

“Di niente, temo.”

“Allora vedi, amico mio? Ho proprio ragione: tu sei un essere pericoloso.”

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