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Recensioni 10 e lode

a cura di Pasquale Cavalera


Il primo romanzo di Donatella Moica

Il titolo, ispirato a Platone, utilizza una metafora derivante un termine marinaresco desueto per raccontare quel momento della vita in cui si è obbligati a guardarsi dentro per comprendere veramente la propria natura. Il riferimento al mare non è casuale. Qui il mare ha un’accezione che esula dal semplice elemento liquido che ricopre la maggior parte del pianeta Terra. È piuttosto un elemento soprannaturale e divino. E come ogni Dio offre consolazione e conforto pur non intervenendo nelle vicende umane, anzi lasciando l’uomo libero di agire e di sbagliare. È davanti a questo mare che si incontrano i tre protagonisti del romanzo, Alice, Carmen e Sasha.

Tutti si trovano ad affrontare un momento molto difficile della loro vita e sono convinti che ormai non ci siano più speranze, non ci siano più possibilità per andare avanti. Si incontrano per caso, ma forse non a caso, alla pensione Nautilus e qui, senza rendersene conto, tenderanno la mano l’uno all’altra. Sarà solo grazie e questo aiuto reciproco che riusciranno a scendere negli abissi del dolore, della paura, degli errori fatti e degli amori mancati, per poi risalire lentamente, insieme, verso la superficie. Ciascun personaggio ha caratteristiche diverse ed opposte all’altro e nessuno domina ma anzi apporta qualcosa che serve per far crescere gli altri due. Se all’inizio le loro storie sembrano condizionate da eventi drammatici che influenzano anche il ritmo del racconto, man mano che si instaura un rapporto tra di loro, le storie si intersecano ed innescano un processo di trasformazione che li porterà ad una vera e propria metamorfosi.

Le vicende umane sono affrontate con delicatezza e comprensione, senza mai giudicare, anzi cercando sempre di comprenderne la genesi. L’uomo è qui descritto come una creatura straordinaria, incredibilmente capace di complicarsi la vita, irriducibile nel desiderare, inesorabile nel cadere nell’errore eppure così tenace nel cercare sé stesso.

Un romanzo che parla di vita, di morte, di amore, di amicizia e incita a credere che qualunque cosa accada ci sia sempre un altro mare da navigare. 

Recensione 10 e lode di Pasquale Cavalera

Bene, finalmente un romanzo meritevole di questo nome. Complimenti a Donatella Moica, sentimenti profondi espressi con dignità e in modo semplice e lineare. Mi sono riconosciuto in ognuno dei personaggi, viene naturale interagire con loro, vivere le vicende al loro fianco, quasi mano nella mano. Mare, spiaggia, musica, comprensibili umane intimità. Un ottimo scritto che rileggerei decine di volte. Benissimo. Attendo il prossimo!

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