Storia di un alito di puzzola

Il nuovo libro di Vincenzo Calò

 

Cos’è “Storia di un alito di puzzola”?

Per vantarsi un giorno di essere riusciti ad avere quest’oggetto alternativo tra le mani, (che si chiama libro, ma stavolta prodotto non “per rendere tanto economicamente, studiando poco”, semmai per l’esatto opposto, affinché si possa cioè stare in pace con se stessi, con il piacere di vivere) lo si deve ordinare inviando una mail al seguente indirizzo: info@davidandmatthaus.it.

 

Tra queste pagine, ecco che si scioglie la difficoltà di fare poesia contemporanea a seguito d’imposizioni, fin troppo attuali, relative alla sopravvivenza dell’essere umano, senza badare alla realizzazione di almeno un concetto di Vita, allentando i ritmi moderni per sostenere che, la Solitudine, può ritenersi addirittura lo spazio per motivare un talento e sentirsi autorevoli in cuor proprio, dunque di significare per gli altri dell’affetto, d’incanto. I versi sono pensieri da interpretare, che risultano strambi perché prima di comprendere le emozioni sarebbe necessario percepirle una a una, immaginando di essere un… diverso! Con l’intento di rinfrescare a sorpresa la logica comune. L’invito in effetti riguarda principalmente tutti coloro che masticano “coscienza civile”, ovvero delle conoscenze, dovendo avere il coraggio univoco di affrontarle prima o poi per figurare positivamente nella società. Una società divenuta incivile proprio per la mancata considerazione del sollecito sopracitato, raschiando il fondo di qualsivoglia vendita materiale. Per pretendere il finto interesse da parte dell’Individuo che è in procinto di fare oramai la peggiore scelta di vita, prendere le cose o le persone “alla leggera”, senza sentirsi responsabile di determinate vicende di cronaca incolore. Non essendo più grandi dell’Individuo stesso.

 

“La puzzola è quell’animale che puzza nel momento in cui si sente minacciato da qualcosa o qualcuno oppure perché avverte un pericolo, appunto Calò quando percepisce con tatto fine e sguardo attento realtà sbagliate comincia ad emanare un cattivo odore per la società, deleterio perché puzza di sincerità, di lealtà, di genuinità, tutte qualità che non piacciono a chi vorrebbe giocare sporco. Ha, infatti, un alito di puzzola perché racconta tanti problemi che molti vorrebbero rimanessero celati. Il suo alito, la sua bocca puzzano al naso di chi vuole continuare a fingere che in fondo il mondo funziona bene, è colpa di alcuni individui che non si sono saputi impegnare ed integrare come alcune correnti di pensiero sostengono in cui vi sono dei soggetti che devono necessariamente soccombere a favore di alcuni membri alfa eletti destinati a conquistare il mondo. Non è così che funziona! Dietro questi deleteri meccanismi sociali vi sono logiche politiche, economiche, di potere che vogliono farci credere che noi siamo imprenditori di noi stessi quando invece dipendiamo da un grosso mercato globale in cui non ci sono né vincitori né vinti, ma se ancora continuiamo su questa scia usciremo tutti sconfitti. Questo Calò lo sa proprio bene, ecco perché la sua poesia è maleodorante fin dentro il midollo anzi si scaglia contro il vero sudiciume della società. Il Nostro si inserisce nella categoria di molti giovani che si sono distinti dalla massa per essersi espressi a gran voce rischiarando anche verità intime dell’uomo che difficilmente confessiamo”.

Virgolettato tratto da https://versospazioletterarioindipendente.wordpress.com/2018/05/10/i-maleodoranti-versi-di-vincenzo-calo-storia-di-un-alito-di-puzzola-a-cura-di-sabrina-santamaria.

 

 

Vincenzo Calò è nato a Francavilla Fontana (Brindisi) nell’82. Diplomatosi come ragioniere, ha al suo attivo molti riconoscimenti letterari. Nel 2011 ha pubblicato una raccolta di poemetti dal titolo “C’è da giurare che siamo veri…” per Albatros/Il Filo Editore, nel 2014 la silloge “In un bene impacchettato male” grazie alla deComporre Edizioni, nel 2016 “Storia di un alito di puzzola”, una raccolta ipercontemporanea di versi anch’essa, per la Winx Edizioni (ordinatela pure scrivendo a info@davidandmatthaus.it).

 

In campo pseudogiornalistico cura servizi promozionali tra arte, cultura e filosofia spicciola: per esempio, conduce assieme a Giuseppe Di Summa il programma webradiofonico “Le letture che non ti aspetti”, trasmesso via Spreaker; collabora principalmente col periodico romano “L’Attualità”, la testata online “Roma Capitale Magazine” e nel tempo libero con il blog “Suoni del Silenzio”, opera del cantautore Antonio Di Lena. Si è cimentato in rappresentazioni teatrali e musicali: ha partecipato come comparsa a due cortometraggi; assieme al primo responsabile dell’ass. socio/culturale Koinòs, Antonio Maria Karelias Ferriero, si è esposto su YouTube con la serie “Cazzeggiando in sospensione”, curando un laboratorio (sperimentale) psico/culturale e, sempre per conto della Koinòs, è l’artefice della Poesaggistica, più nello specifico di “All’anima di… Francavilla!”. Trattasi di una “passeggiata col poeta” per le vie del suo paese d’origine, per mezzo della quale ripropone tutto ciò che gli frulla da una vita nella testa, condizionato dal contesto urbano, purché ascoltato da concittadini e turisti davvero curiosi.

 

Dal 2017 intrattiene i bambini animando le piazze italiane nelle vesti del pagliaccio Vincent, grazie alla realtà circense “Anthony and Vincent Show”, fondata anch’essa con Antonio Di Lena. Inoltre ha contribuito alla sceneggiatura di un film non ancora prodotto ed è l’amministratore del gruppo fb di “Reading Mania”: un’occasione come poche per essere presi in considerazione al fine di organizzare reading letterari, con la partecipazione di vari scrittori a singoli e singolari eventi.

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