Volume 2 - Gruppo Facebook Storie di Libri





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Diritti riservati dall'autore: Clara Romani

Oggi vi saluto presentandovi la mia città sotto una veste consone a questa stagione. Bologna mi ospita da una vita, ormai è a tutti gli effetti, la mia città adottiva. La adoro, ha un centro storico che trasuda tantissima storia antica. E' una città viva e pulsante. Una città con tantissimi giovani italiani e stranieri che qui giungono per frequentare l'Università. Musei a non finire a modico prezzo, mille angoli nascosti tra i vicoli del centro, degni d'essere scoperti. Per me Bologna è una città che non ha nulla da invidiare a quelle città che fino a "ieri" erano turisticamente più note. Bologna è degna di essere visitata e vissuta. Un sorriso.

FOSCHIA

Avvolta da silenzio

e da lieve foschia

la vecchia signora riposa.

I dolci colli

rimirano quel fascino antico.

Lei, elegante e fiera

fa capolino

da quel impalpabile velo.

CLara

Bologna la dotta, Bologna la grassa, Bologna la rossa


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Diritti riservati dall'autore: Pasquale Cavalera

Un caloroso benvenuto in Storie di Libri. Usiamo il buon senso e divertiamoci con coscienza perché, come insegna Wilbur Smith, “Le regole sono per gli stupidi e non rappresentano per il saggio più che un orientamento generale”.

Pasquale Cavalera


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Diritti riservati dall'autore: Maria Grazia Tognaccini

Nasciamo con una doppia identità, corpo /anima, e su questa schizofrenia genetica si snocciolano gli anni che abbiamo a disposizione per essere "genere umano". Le religioni non fanno altro che aggravare gli eventuali conflitti tra le due parti, creando forte supremazia dell'anima rispetto al corpo, colpevole d'ogni cattiva azione, strumento del cattivo pensiero. Eppure è dall'equilibrio che nasce, sempre, la serenità e, a volte, persino la felicità. Il nostro corpo dovrebbe essere in grado di rappresentarci, in pubblico ed in privato, come un abito passepourtout, pratico, affascinante ed alla moda. Ma anche perfettamente stirato, profumato, senza strappi né vistosi rappezzamenti, senza cedimenti di tessuto, caduta di bottoni... Chiediamo moltissimo al nostro corpo. A volte anche di mentire, facendoci apparire quello che, nella vera essenza, nell anima, non siamo. Lo costringiamo ad indossare i panni del momento e, se non ne è in grado o all'altezza, lo fustighiamo duramente, quasi non ci appartenesse più. Come un cavallo che deve piazzarsi in testa ad una gara e questa è la vita. Ma non sarà che l'equilibrio, quello che regala vera serenità, sta ai box?

Maria Grazia Tognaccini


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Diritti riservati dall'autore: Albina Auer

Quando avevo appena dieci anni, scrissi una storiella, dopo averla riletta molte volte mi sentì fiera di averla scritta io, mi piaceva e mi rendeva orgogliosa che fosse mia, era farina del mio sacco. Volevo portarla a suola e leggerla ai miei compagni di classe, però prima la lessi a mia mamma, sicura della sua approvazione e fierezza nei miei confronti, invece dopo averla ascoltata mi disse; bambina mia, non lo fare, non vorrei che ti deridessero , lo scrivere non fa per te...e cosi, con le lacrime agli'occhi e un sogno infranto, stracciai lo scritto e le mie illusioni/aspettative. Ora da anziana mi chiedo se veramente non ero in grado di scrivere, o la mia adorata mamma, non era in grado di comprendere...

Albina Auer


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Diritti riservati dall'autore: Anna Fiorillo-Clavelli

Mi vesto delle tue parole

e della loro dolcezza

che mi riscalda l‘anima.

Incantevole magia

di un silenzio che

mi fa vivere

nelle tue parole.

FiorAnna


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Diritti riservati dall'autore: Biagio Di Girolamo

Ho sempre avuto il sospetto che non eri ciò che mi facevi credere di essere.

Biagio D.G.


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Diritti riservati dall'autore: Regine IngVers

Vien di notte la Befana

mentre i bimbi fan la nanna

porta tante cose belle

porta tante cose ghiotte

la Befana questa notte.

Silenziosa pian pianino

scende giù per il camino

ed a tutti i bimbi buoni

porta dolci ed altri doni.

Mentre ai bimbi fannulloni

porta cenere e carboni.

Regine IngVers


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Diritti riservati dall'autore: Giuseppina Palese

Storie di parole.Ancora una volta rilevo come alcuni giornalisti della televisione non sappiano fare un uso adeguato della nostra lingua, oltre a non sapere quasi mai pronunciare correttamente i nomi e le parole più comuni delle più note lingue straniere europee. E' il loro lavoro comunicare, e per farlo è indispensabile saper parlare: il minimo richiesto. La nostra lingua è ricchissima dal punto di vista grammaticale, in quanto offre la possibilità di esprimersi secondo diversi stili, in modo prolisso o conciso, in maniera enfatica o lineare, con frasi semplici e brevi o con periodi lunghi, pieni di incisi, di proposizioni dipendenti. A differenza dell'inglese, possiamo mettere il soggetto alla fine, o all'inizio, come ci pare.L'Italiano è ricco e vario anche dal punto di vista lessicale: oltre ad aver adottato le sue parole del latino, dalle lingue dei popoli preromani, dal greco, con le invasioni barbariche ha aggiunto lemmi derivati dalle lingue dei popoli del nord; poi ha appreso molti termini dalla lingua araba, sopratutto nell'ambito dell'astronomia, della navigazione, delle scienze. Inoltre dall'arabo derivano i nomi dei prodotti portati dagli arabi alla nostra conoscenza (albicocca, zucchero...) Stamattina, mentre sfaccendavo in cucina, seguivo a tratti un noto programma della domenica su Rai uno, che mostra le regioni italiane e le specialità alimentari relative. Si parlava dello stracchino con un produttore lodigiano e si spiegava che il termine nasce dal fatto che per produrlo si usa il latte delle pecore stanche al ritorno dall'alpeggio. -"Stanche" , diceva la presentatrice "A Milano si dice "stracche"- Non si dice solo a Milano; si dice in tutta l'Italia, in Italiano, principalmente, come in altri idiomi locali delle varie regioni. In Sardegna si dice in tutte le varianti del Sardo e varia da "straccu", istraccu, a isthraccu. Anche in senso traslato. Ho sentito anche l'espressione logudorese "istraccu barattu" ("a prezzo stracciato"). Questa parola deriva dal longobardo "strak". Tante parole che noi usiamo normalmente derivano dal longobardo: palla, staffa, federa, bara, stamberga: non tutte con lo stesso significato originario. Per esempio "stainberg" era letteralmente "casa di pietra" (stein in tedesco moderno è il termine che indica la pietra); "bara" per il longobardo era la lettiga. Mi fermo qua, altrimenti vi annoio con un post troppo lungo. L'Italiano ha un vocabolario immensamente ricco, ma purtroppo c'è gente che vive usando un numero limitatissimo di termini, quando è bellissimo poter scegliere fra i vari sinonimi, che tali esattamente non sono, perché declinano il comune significato in moltissime sfumature..

Giuseppina Palese


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Diritti riservati dall'autore: Luigi Costantino

La domenica inizia

con un caffè

un libro

la matita per sottolineare

e sogni di fuga

ogni scena che appare nella mente

si scioglie o resiste

su montagne russe

che portano in alto,

o in basso.

Tra idee del futuro

e trame del passato,

trasformo nuvole

in raggi di sole.

Domando il senso

di questo nuovo giorno,

e sento altre carezze:

vengono da mani lontane.

So che tutto è possibile:

scendo dal letto

con rinnovata fiducia,

e lo specchio

mi restituisce il volto

di uno che non ha paura.

Lo specchio rimanda l'immagine

di un uomo che ha fatto tesoro

di ogni delusione:

sul suo volto si può leggere

la cicatrice

di un sorriso.

- Luigi Costantino


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Diritti riservati dall'autore: Rosamaria Serra

Sei qui, vicino a me, arrivi quando piango o semplicemente quando sono triste! Poi vai via! Sei lupo per metà e quindi non ami sdilinquimenti o coccole stupide! Sei stata sempre così fiera! Ci siamo riconosciute: poche scemenze, ma ci siamo sempre state quando serve! E tu ci sei sempre! Oggi sei vecchia come me, ma arrivi comunque se qualcosa non va. Nonostante le tue ossa doloranti salti sul letto e mi avvicini il muso!

Siamo vecchie amore mio, bimbe nel cuore ma vecchie!

Rosamaria Serra


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Commenti: 4
  • #1

    Rosamaria (mercoledì, 15 gennaio 2020 19:53)

    Grazie

  • #2

    Rosaria Secondulfo (mercoledì, 15 gennaio 2020 20:18)

    Vorrei volare libera come un gabbiano,
    Vorrei guardare il mare dall'alto
    Librare un volo...
    Vorrei galoppare in una prateria
    Sfidare il vento,
    Vorrei... Vorrei...

  • #3

    Liliana Scimè (mercoledì, 15 gennaio 2020 20:44)

    Nel tumulto delle mie emozioni annego sempre da sola, ma è il difetto di chi sente la vita, la propria e quella altrui.

  • #4

    Clara Romani (giovedì, 16 gennaio 2020 08:40)

    Grazie a tutto il gruppo per esserci, siete la mia compagnia e questo è il mio salotto. Scrivere e leggervi ravvivano e colorano le mie giornate solitarie. Un forte abbraccio e un sorriso.