Arabeschi

Raffaella Scorrano, poesie.
Ecco in cosa consiste la “poesofia” di questa silloge: si tratta di riflessioni in versi (e in rima), che sollecitano a pensare che ogni aspetto della vita è un ghirigoro sul quadro prospettico del proprio essere in quanto tale. Pindaro, non a caso, invitava a diventare “ciò che sei, avendolo appreso”, auspicando un processo di maturazione basato sull’autoconoscenza che solleciti il personale talento a esprimersi. Seguendo “virtute e canoscenza”, scriverà Dante secoli dopo.
Il fulcro dell’intero lavoro è esattamente la ricerca spassionata dell’oltre infinito che varca la soglia del mero vedere. E per andare al di là bisogna anche, e soprattutto, saper(si) fregiare volando.
Opera curata e garantita da Storie di Libri.
