Pasquale Cavalera

Custodita in una penna dall’inchiostro blu, la mia anima rimescola emozioni.

 

Biografia

 

Una vastità di pensieri in un circuito all’apparenza chiuso contestualizza nella mia mente personaggi e situazioni, in un loop virtuoso dotato di una propria essenza. Il ventre impone rapidità di azione, smorzando il respiro nel petto compresso, fino quasi a soffocarmi.

 

Non resta che arrendermi e accettare inerme le pretese di ogni sillaba non pronunciata, di quelle in grado di originare un gran disordine nella vita, come se ogni fotogramma avesse atteso pigro la mia immaginazione per essere elaborato con meticolosità.

 

Non parlo, scrivo. Gelosamente custodita in una penna dall’inchiostro blu la mia anima rimescola emozioni. Sono Pasquale Cavalera, classe ottantatré, risiedo da sempre nel cuore pulsante del Salento.

 

Condivido una pacifica esistenza con Ingegneria e Scrittura, due entità per me complementari, connubio perfetto e spesso vincente, perché armoniose facce della stessa medaglia.

Opere

Maledetti vuoti, Pasquale Cavalera

Intrappolato nella deleteria rete dei mass media e abilmente manipolato da un Sistema alienante privo di etica che propone il consumismo come unico valore, l’uomo del nuovo millennio è incapace di distinguere in autonomia il bene dal male, oramai divenuto con la sua vile complicità pericolosa oggettistica non pensante. I maledetti vuoti sono spiriti erranti, animati dalla bramosia di emergere, disposti ad assumere una condotta immorale pur di trarne vantaggio, facendo prevalere gli interessi personali a scapito dell’intera collettività. Affiora così in Cavalera la primitiva rabbia, un pensiero narrativo sempre fedele a riflessioni spontanee e senza preamboli, che si dirama nei meandri dell’inconscio fino a rivelare l’inquietudine di una penna sofferta, in una dirompente forza interiore capace di graffiare le anime più percettive. Prefazione di Manuela Moschin.


Il colore dei sogni, Pasquale Cavalera

L’ossessione di esistere sopraggiunse a gennaio/ il secondo giorno di un viaggio a Firenze/ una prigione d’acciaio dalle sbarre trasparenti/ avvolse la mia vita per i restanti anni.

 

All’orizzonte, ombre parassite di false verità/ divoravano con sdegno la mia compulsiva anima/ fu allora che imparai ad assecondare il cuore/ dominando ciò che restava di una fragile mente.

 

Col sangue avrei firmato l’inevitabile dipartita/ se solo il coraggio me lo avesse concesso.


Psichiatra in ghiaccio con cannella, Pasquale Cavalera

"Questo è il diario di mio padre e nel corso della settimana leggerò le parti salienti, accogliendo idee, consigli, ogni supposizione che possa tornare utile alla causa. Anticipo che ascolterete delle imprecisioni, alcuni passaggi vi commuoveranno, altri vi faranno riflettere. Ho solo un obiettivo, ragionare sulla probabile esistenza di una verità alternativa a quella che oggigiorno conosciamo, qualcosa di differente a cui, per vari motivi, non abbiamo dato la giusta importanza. Proveremo in cinque pomeriggi a sollevare un dubbio globale, riscoprendo il nostro primordiale spirito d’osservazione. Mi rivolgo in primis a coloro che hanno sempre lottato per dimostrare, prima di credere in qualcosa. Non voglio comprendere la realtà, vorrei solo sapere cosa di ciò che mi circonda è falso. La verità spesso non è dimostrabile, la menzogna sì".


Prospettive, Pasquale Cavalera

Come si supera una cocente delusione? E un’amara consapevolezza? Il cuore è ancora il luogo più intimo dove custodire i nostri affetti? Siamo consapevoli della reale differenza che sussiste fra materiale ed immateriale? Genera rabbia lo sguardo di un estraneo puntato addosso? Di quale falsità è pronto a nutrirsi? Quanto tagliente può divenire la sua lingua? Come ci comporteremmo al cospetto di un assassino? E se questo fosse in realtà una donna? Che futuro garantire ai tetraplegici? Desiderano tutti un viaggio di sola andata, non è così? Il lavoro nobilita o cosa? Che valore hanno i sogni, quelli veri? Facciamo ancora di tutto per raggiungerli? Quanto di noi siamo disposti a sacrificare? Quando gli adulti smettono di essere bambini? Prospettive, dodici storie, per decidere una volta per tutte da che parte stare.


Sulla pelle la speranza, Pasquale Cavalera

Negli anni ho plasmato “Sulla pelle la speranza” immaginando di assumere le fattezze di un cantautore, modulando migliaia di seducenti frequenze, bilanciando dolcemente amore, vendetta, passione, odio, desiderio, rabbia, sentimenti questi in grado di viaggiare paralleli tra i tortuosi ed enigmatici meandri dell’animo umano.

Venti storie come fossero canzoni, armoniosamente lambite da una musicalità ben distinta, concepite per essere assaporate e condivise, sulle quali soffermarsi con introspettiva meditazione.

Al mattino presto o durante la pausa pranzo, in coda in attesa del proprio turno o magari un istante prima dell’arrivo di Morfeo, signore e signori, auguro a voi tutti una serena e pacifica lettura.


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